

Funzionamento del rifinanziamento del debito
E' una situazione sempre più comune, dalla quale, in alcuni casi, si puo' uscire con il rifinanziamento dei debiti in essere: si accende un nuovo finanziamento
che serve ad estinguer i prestiti già in essere , in modo da aver una sola rata mensile da pagare, di solito di importo più basso della somma delle rate che si levano..
Di norma è necessario avere un immobile di proprietà solo se il rifinanziamento riguarda una somma elevata (in quant osi usa un mutuo come forma tecnica per rifinanziare
gli altri debiti: questa operazione è nota anche con il nome di mutuo di liquidità). Negli altri casi si usa la cessione del quinto dello stipendio oppure un normale prestito
chirografario.
Ecco i passaggi previsti in caso di rifinanziamento per un importo elevato (quindi con accensione di mutuo o nuovo mutuo):
1) si accende un nuovo finanziamento, nella forma di mutuo, per una somma tale da poter estinguere tutti i mutui e prestiti in essere. In
alcuni casi si riesce anche ad erogare una somma maggiore, tale da dare una riserva di liquidità alla persona che rifinanzia. In ogni caso la somma erogata complessivamente
deve essere inferiore al valore dell'immobile. Il nuovo mutuo acceso iscrive un'ipoteca sull'immobile. Si tratta di un mutuo a lunga
durata, fino a 30 anni, capace di ridurre l'ammontare delle singole rate
2) una volta iscritta l'ipoteca si eroga il mutuo nuovo
3) si estingue il mutuo vecchio ( se esistente) e si cancella la relativa ipoteca
4) si estinguono i prestiti personali in essere.
Ad operazione finita, il debitore si trova con i vecchi debiti e il vecchio mutuo estinto, e con un nuovo mutuo molto lungo, che genera una rata
decisamente inferiore alla somma delle rate che pagava con i vecchi finanziamenti.